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Ecografia neonatale e displasia dell’anca: cosa c’è da sapere

04/10/2016

Prevenire in tempo la displasia all’anca è importantissimo per evitare sviluppi permanenti e invalidanti. Una ecografia neonatale fatta tra i 45 e i 60 giorni di vita del neonato permette di intervenire qualora diagnosticata la displasia.

Cos’è la displasia dell’anca?

La displasia dell’anca è un difetto congenito articolare che può svilupparsi nel periodo fetale e continua ad evolversi nei primi anni di vita. La testa del femore tende a uscire e rientrare dalla cavità acetabolare. L’articolazione non ha un rapporto congruo con l’anca. Non è una patologia rara, infatti ha un’incidenza del 1,5 per mille, colpisce specialmente i soggetti caucasici di sesso femminile e, in Italia, i riscontri maggiori si hanno in Emilia e in Puglia.

Quali sono le cause?

La causa principale è la posizione del feto nell’utero, soprattutto quando il bambino è podalico o è più grosso della norma o, anche, quando c’è poco liquido amniotico. DI solito la displasia si sviluppa sul lato sinistro, quello dove il bambino ha meno libertà di movimento perché appoggiato alla colonna vertebrale della mamma.

Prevenire con una ecografia neonatale

Se la displasia non viene diagnosticata in tempo e quindi corretta, quando il soggetto comincerà a camminare assumerà un’andatura anserina, ovvero zoppicherà. Curarla in età più avanzata comporta una maggior difficoltà di riuscita, una terapia più lunga e la probabilità di dover intervenire chirurgicamente. Per questo è importante fare una ecografia neonatale, esame per nulla invasivo. Le linee guida nazionali consigliano di effettuare l’ecografia dopo l’esecuzione della manovra Ortolani-Barlow che serve a capire dinamicamente se la testa femorale è dislocata dalla sua sede. In caso di esito positivo o dubbio si effettua l’ecografia che ha una capacità di diagnosticare la malattia molto alta.
ecografia neonatale

Come si cura la displasia dell’anca

In caso di diagnosi ci sono diversi tipi di cura che lo specialista ortopedico potrà indicare. Il divaricatore è un dispositivo rigido e aiuta a mantenere le anche divaricate e incanalare la testa del femore nella sede corretta. Deve essere utilizzato tutto il giorno da uno a quattro-cinque mesi. Se l’anomalia è più lieve ci sono delle norme posturali da seguire come tenere il bambino in braccio su un fianco o imbracarlo in un marsupio.

Per richiedere maggiori informazioni e prenotare la visita chiamare il numero 0803735652

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